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L’affare Modigliani: chi è il legittimo proprietrio dell’Uomo seduto con bastone?

Non sempre le notizie legate all’arte parlano di mostre ed installazioni. Recentemente, infatti, è stata presentata una denuncia relativa ad un’eredità: un commerciante d’arte di Parigi sta cercando di riottenere un prezioso ritratto di Modigliani che, a quanto afferma, era stato depredato dai Nazisti e che ora, come asseriscono le carte del tribunale, si trova in possesso della famiglia Nahmad, della Helly Nahmad Gallery, una dinastia di commercianti d’arte che esercita un enorme potere sul mercato d’arte internazionale.

Dal 1918 ad oggi

L’azione legale contro la Helly Nahmad Gallery è l’ultimo tentativo, da parte dell’erede, di ritornare in possesso del quadro datato 1918, ‘Uomo seduto con bastone’, che è stato valutato oltre 25 milioni di dollari. Già da diversi anni Philippe Maestracci, oggi settantunenne, ha trovato diversi ostacoli nella sua crociata per ottenere la riassegnazione del dipinto, che al momento si trova in possesso dell’International Art Center che ne rivendica ufficialmente la proprietà. Tuttavia, la contesa da parte degli avvocati di Maestracci è legata anche all’evidenza che l’International Art Center, in realtà, è una società di facciata della famiglia Nahman, già proprietaria della galleria d’arte di Londra e di New York.

La battaglia legale per il Modigliani è iniziata nel 2011, quando Maestracci ha citato in giudizio la Nahmad Gallery alla corte federale per richiedere la restituzione del dipinto. Tuttavia, successivamente ha ritirato le accuse per poi rivolgerle direttamente all’International Art Center. Gli avvocati nella causa hanno evidenziato come questa galleria d’arte in realtà non abbia mai assunto nessun impiegato e presenti una sede legale quanto mai sospetta a Panama. Non solo: il fondatore di tale galleria è un avvocato che risulta essere il direttore non solo di questa corporazione, ma di altre 11mila aziende.

La Galleria Nahmad e la famiglia tutta hanno fatto sapere, tramite i propri avvocati, che non esiste nessun collegamento tra loro e l’International Art Center che, tra l’altro, aveva acquistato il dipinto durante una vendita all’asta avvenuta nel 1996.

Aaron Richard Golub, un avvocato che rappresenta sia la famiglia Nahmad che l’International Art Center, ha bollato l’ultima denuncia come un caso che non ha alcun motivo di esistere. Egli, inoltre, sottolinea come sia stata tutto manipolato dagli avvocati del Maestracci, da lui definiti come faccendieri specializzati nel rintracciare opere d’arte con lo scopo di effettuare richieste di restituzione. ‘Siamo speranzosi che questo caso venga archiviato quanto prima’ ha affermato Golub.

Il furto dei nazisti

In questa intricata situazione, un altro nome è fondamentale per comprendere la storia del Modigliani, ossia quello di Oscar Stettiner, collezionista d’arte ebreo di nazionalità inglese. Secondo quanto riportato dalla corte, Stettiner fuggì da Parigi nel 1939, durante l’occupazione nazista e furono proprio i nazisti a rubare parte delle opere che questi aveva nella sua galleria d’arte, tra cui il Modigliani.

Qualche anno dopo il dipinto fu venduto all’asta e, successivamente, subì un’ulteriore serie di vendite ed acquisti. Terminata la guerra, Stettiner denunciò il furto dei dipinti e di quanto sottrattogli durante la guerra, ma non gli fu possibile recuperare nessuna delle opere d’arte.

Tutte le informazioni relative al dipinto e ai suoi movimenti sono stati poi tracciati da James Plamer, della Mondex, una compagnia specializzata nel recupero di oggetti d’arte rubati. Palmer ha potuto constatare come effettivamente il Modigliani fosse stato in possesso di Stettiner, grazie ad una lunga corrispondenza che vedeva il commerciante in trattativa con la Biennale di Venezia che, nel 1930 lo aveva tra le opere in catalogo.

In salvo a Ginevra

Oggi, il Modigliani è tenuto in un deposito d’arte a Ginevra, in un porto franco: si tratta di uno dei più importanti depositi in cui i collezionisti d’arte conservano i loro tesori per tempi lunghissimi.

Si trova lì dal 1997, ossia dall’anno successivo al suo acquisto, avvenuto presso la casa d’aste Christie’s a Londra e sarebbe stato spostato, secondo Golub, solo per un breve periodo nel 2008, anno in cui vi fu un tentativo fallito di vendita alla Sotheby’s.

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